– perché avevamo
già sperimentato l’utilità del canto
e del ballo come metodo educativo all’interno dei gruppi
di catechesi e di animazione. Per realizzare progetti come
questo ci vogliono risorse di ogni tipo, ma l’aspetto
umano è quello che conta di più. Il teatro
e la musica tirano fuori il meglio delle persone: i timidi
riescono a sbloccarsi e quelli un po’ più aggressivi
trovano il modo di incanalare le loro energie in maniera
costruttiva”. Ho avuto l’occasione e la fortuna
di assistere in esclusiva alle prove del musical e sono giunto
ad una conclusione, che poi è anche un consiglio per
tutti voi: non prendete impegni per il 31 Ottobre e il 1° Novembre. Troppo
belle le musiche; le parole delle canzoni trasmettono gioia
e una carica sorprendente in un mix di vivacità ed
emozioni che porta lo spettatore dentro la scena. Sorprendenti
le voci di questi giovani ragazzi capaci di incantare il
loro unico spettatore presente alle prove. Ad esempio è spumeggiante
e coinvolgente il cantato ambientato all’interno di
una classe nella quale si fanno riflessioni molto moderne
(che ha fatto chiunque ci sia passato) sull’utilità di
lingue come il greco e il latino. Per non parlare della canzone
in inglese, che tradotta in italiano corrisponde in parte
alle parole che il nostro misterioso personaggio ha rivolto
alla sua fiamma di gioventù. Anche la parte recitata è eccezionale:
riflessioni sulla fede e battute ironiche arricchiscono scene
che abbiamo sotto gli occhi di tutti i giorni. Il tutto diretto
con competenza ed attenzione da Christine Joan Johnson, trasferitasi
da New York in riva all’Adriatico sette anni fa, coadiuvata
alla grande da un ragazzo, Farian, e da una ragazza, Jam
(questi ultimi due sono nomi d’arte, a noi non è dato
sapere come si chiamavano veramente). |