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Philosophy




Si fa presto a dire Accademia, al solo nominarla sfilano davanti agli occhi cattedre e cattedrattici, curricula, baronìe e onoreficenze altisonanti, pubblicazioni a quintali e tutta quella polverosa cultura parruccona che si è auto attribuita il monopolio della Sapienza nei secoli, dalla scuola di Platone in poi.

Pare inoltre che anche dalle nostre parti il ricorso al titolo sia un vezzo antico, da quando il forlivese Jacopo Allegretti fonda proprio a Rimini la più antica Accademia letteraria d'Italia nel XIV secolo. Difficile anche non vedere come dietro il sapere certificato dell'Accademia, alla fine del secolo scorso si sia consumato uno scontro tutt'altro che tenero, fra l'emisfero sedicente "alto" della cultura e quello supposto "basso", per molto tempo non è stato facile superare lo sbarramento della cultura accademica nazionale ufficiale verso i nuovi esiti della cultura popolare di massa.

E a voler essere ancora più chiari: poiché per qualunque privato attribuirsi il fregio del nome altisonante di Accademia non costa nulla, e siccome c'è una ondata impressionante di analfabetismo di andata e di ritorno, succede pure che il prestigioso titolo un qualche aiutino al business lo dia proprio, con un proliferare di corsi di "alta formazione" e perfezionamento dei quali spesso non si sente nè bisogno nè utilità.

E se proprio volessimo esagerare nella schiettezza, all'ombra di troppe cosidette Accademie funziona quella fabbrica di sogni a pagamento che promette la garanzia di accesso su palcoscenici importanti e l'ingresso ravvicinato nello star-system dello spettacolo: il risultato è molto spesso un contributo certo al disadattamento di un esercito di giovani in cerca di successo senza troppa fatica.

Bene, se queste sono le molte ombre di quella storia per altri versi luminosa della cultura accademica, diciamo subito che Thumbz' Up Academy sarà l'Accademia più antiaccademica che si possa pensare.

Sembra chiaro da quanto sopra che non sarà una scuola per le arti e i mestieri dello spettacolo, con il suo catalogo di materie e corsi predefiniti, ce ne sono già tante, alcune eccellenti, molte inutili.

Alla larga dal business della formazione e niente fabbrica di illusioni per aspiranti stelline del cinema o della televisione e niente effetti speciali con l'ingaggio dei più consacrati "grandi maestri" da esibire come fiori all'occhiello.

L'Accademia che nasce non è la ricerca di uno spazio vuoto di mercato nel quale "piazzare" un'offerta formativa appetibile, non si sta creando una struttura per vendere qualcosa. Ma dopo l'elenco dei tanti non sarà, rimane da indicare i contorni della creatura, senza esagerare con la precisione dei tratti, cercando di evocare scenari in divenire, più che elencare attività già definite. Già perchè i contorni dell'Accademia sono in gran parte un work in progress nel quale chi vuole può condividere un tratto di strada, è un pensiero in movimento su cui si può salire e contribuire a nuove morfogenesi.

Il movimento di idee è quello che nasce dal lavoro di Christine Joan Johnson, un'artista che ha fatto dei propri valori la molla e l'ispirazione per le sue scelte estetiche pluridisciplinari. Niente di integralista, non potrebbe esserlo nell'arte, semplicemente un modo pulito, disinteressato di interpretare i propri itinerari artistici, un modo non mercantile, fuori dalle degenerazioni e dai manierismi dei nuovi mestieranti delle arti e dello spettacolo, che sa attingere a valori più che a mode e tendenze, un approccio dove l'etica non è solo una materia d'esame di filosofia.

Salire su quel flusso di pensiero in movimento vuol dire condivisioni, estetiche e culturali naturalmente ma non solo, in un luogo dove non per caso e non marginalmente troverà spazio una attività di solidarietà.

Saranno dunque i progetti gli assi portanti del lavoro di Thumbz' Up Academy, avventure produttive di spettacolo alle quali ognuno potrà liberamente aderire, per arrivare là dove approderà il flusso di idee e attività, guidato anche dall'apporto di tutti i partecipanti. Non si parte da zero naturalmente, il patrimonio di creatività di Christine è cospicuo, spazia dalla danza alla musica soul, al gospel, alla lirica, al musical, alla New Situation Comedy, alle arti visive, al cinema, un attraversamento di paesaggi sonori e visivi che collocano il suo lavoro nel pieno dell'intreccio di linguaggi espressivi della nostra contemporaneità.
Se a qualcuno è sfuggito come, in tutto questo, si colloca il ruolo formativo di un'Accademia come questa, è presto servito: la formazione parte da qui in poi, non prima e indipendentemente da progetti, produzioni e attività varie. Si possono approfondire le tematiche della pesca del merluzzo nei mari del Nord pur essendo un ingegnere anzichè un pescatore, e questo è un pregevolissimo arricchimento culturale sempre utile.

Oppure si può finalizzare un lavoro di formazione e perfezionamento partendo dall'attività artistica e lavorativa nelle quali si è impegnati. Si potrà in tal modo anche arrivare a quei corsi tipici delle scuole "professionalizzanti", o alle varie tipologie assai praticate di master, stage, workshop e via dicendo, ma ci si arriverà partendo da una esigenza autentica (non indotta, non preconfezionata) di approfondire gli interrogativi che nascono dal proprio lavoro.

Sarà un altro approccio formativo, perchè diverse nel nostro caso sono le motivazioni di chi decide di intraprendere questi percorsi. Tornando alle considerazioni di partenza, sul valore e i limiti dell'Accademia, tutto ci porta a mischiare le carte e abbattere gli steccati: servono saperi nuovi e antichi per dare spessore, conoscenze, profondità a chi opera nello spettacolo, questi saperi sono diffusi e non organizzati, vanno cercati là dove si trovano, con laicità, senza paraocchi ideologici, non solo nei grandi maestri dell'Accademia ufficiale nè soltanto nella esaltazione dei nuovi soggetti della cultura popolare: “state alla larga dai nostri orticelli elettronici sporchi baroni” sembrano dire gli intellettuali di massa agli accademici, ed è un madornale errore anche questo dal quale stare accorti. Poiché quei nuovi saperi albergano negli uni e negli altri insieme, aspettano di essere scovati senza preclusioni, con il pragmatismo di ciò che serve per dare risposta alle grandi e piccole domande di chi fà spettacolo.
Ci piace concepire Thumbz' Up Academy  con la leggerezza di quel pollice verso l'alto, forse il più comune dei gesti semantici universali e di massa dei nostri tempi a indicare buon umore e positività, unitamente alla imponenza di quella mole di sapere accumulato nei secoli nelle discipline scientifiche e umanistiche, due dimensioni che vanno interrogate e tenute insieme, un po' come stanno le onde al mare, l'uno e le altre dandosi reciprocamente senso e forma.       


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